La Fiera del libro di Bruxelles è stata l’ultima nel mondo ad essere effettuata regolarmente nel 2020 prima della pandemia.

Quest’anno gli organizzatori hanno deciso di cambiare le regole per consentirne la realizzazione.

La Fiera è stata divisa in due parti: un programma professionale che si è già tenuto nella settimana dal 22 al 26 febbraio in modalità digitale, e la Fiera tradizionale che avrà luogo dal 6 al 16 maggio.

La Fiera vera e propria, questa volta non si svolgerà in un unico luogo, come è finora avvenuto. Con grande slancio di solidarietà, i partner metteranno a disposizione nuovi spazi, luoghi prestigiosi, di cultura ed insoliti, ma anche librerie ed esercizi commerciali per la buona riuscita dell’evento e per sostenere il rilancio economico e culturale del paese.

Nella settimana dal 22 al 26 febbraio si sono tenuti una fitta serie di incontri professionali aventi per oggetto  il libro e la filiera ad esso collegata: l’autore, l’editore, il libraio, l’agente, il distributore, la biblioteca, ecc.

La FUIS, sempre interessata alle vicende internazionali che riguardano lo scrittore, ha partecipato alla giornata di conferenze del 24 febbraio nel corso della quale si è fatto il punto sugli eventi attuali e sulle sfide che devono affrontare coloro che a vario titolo ruotano attorno al libro.

Una nota di soddisfazione ce l’ha data il presidente della Federazione Europea degli Editori, il quale ha affermato che l’Italia è stata di esempio nell’erogare a favore delle biblioteche pubbliche una cifra di 30 milioni per l’acquisto di libri dalle librerie, per lo più vicine, rifornendo gli scaffali delle biblioteche, dando respiro nell’immediato alle librerie che si trovano in grande sofferenza e favorendo il local trade.

La FUIS seguirà con attenzione il proseguimento della FIERA ritenendo che la nuova esperienza i Bruxelles sia sicuramente interessante, da sostenere e da copiare.

 

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