“Gli scrittori per la pace, contro la guerra”.
Attualità del ricordo del bombardamento
dell’Abbazia di Montecassino

Relazione del presidente Natale Antonio Rossi,
Cassino – Palazzo Badiale 15 febbraio 2022

La relazione si è avvalsa del contributo delle interpretazioni e delle letture di
Dario Biancone (“Le guerre attualmente in corso” e letture di “La guerra” di Trilussa

                        E di “Generale, il tuo carro armato” di Bertolt Brecht
Giulia Morgani (“Elenco linguistico delle denominazioni delle guerre”, lettura di “Guerra” Alda Merini, e “Alle fronde dei salici” Salvatore Quasimodo);
Mary Poltroni (“Gli art. 1 delle Costituzioni dei Paesi dell’Unione Europea”, lettura di “Promemoria” di Gianni Rodari, e “Montecassino, L’alata pioggia di fuoco” di Antonia Doronzo Manno);
Mariana Higuita Tamayo (Monologo de alguien sin voz. di Dario Jaramillo Agudelo.

Come li chiameremo? di Stefano Morabito)

Relazione
In apertura è d’obbligo rendere onore all’omelia di S.E. Rve.ma Donato Ogliari Abate dell’Abbazia di Montecassino.
Il ricordo del disastro avvenuto 78 anno fa con il bombardamento dell’Abbazia di Montecassino deve essere considerato alla luce dell’attualità e dobbiamo subito dire che tale rovina è stata effetto di una guerra armata dal genere umano contro il genere umano.
Una guerra combattuta da eserciti contro altri eserciti con effetti disastrosi sulla popolazione umana, sugli esseri viventi, animali, e sui vegetali. Indifesi tutti.
Fu una battaglia contro una umanità inerme impegnata a vivere del proprio lavoro e nel proprio lavoro, fu contro la terra.
E’ da questa popolazione, che nulla aveva da spartire con la crudezza delle bombe e dei cannoni, con la ferocia del genere umano in divisa e non, esercitata contro un’umanità in abiti civili e militari peraltro logorata dalla fatica del vivere, che deve partire la capacità odierna di riflettere degli scrittori, degli autori e degli artisti.
E’ nostro compito di oggi ricordare quel disastro, di non dimenticarlo, necessitati da una memoria che sia insegnamento di attualità, ricca di saperi per l’oggi.
Perché dobbiamo farlo? Perché sembra che non si sia imparato nulla. Eppur ci sono saperi, i saperi del bombardamento dell’Abbazia di Montecassino che pesano sull’umanità: infatti, in questo momento nel mondo ci sono guerre in decine e decine di paesi con centinaia di migliaia di vittime. Si può cominciare, in ordine alfabetico, da Aceh un paese dell’Indonesia: Dario Biancone legge un elenco delle guerre in corso oggi.
Guerre nel mondo. Anche la storia d’Europa narra di un gran quantità di guerre; guerre di tutti i tipi che l’umanità europea  ha combattuto contro un’altra parte dello stesso genere umano europeo: guerre di potere, guerre economiche, guerre locali e mondiali un lungo elenco: Giulia Morgani che legge l’elenco linguistico delle guerre.
Non è forse questo il retaggio che l’umanità tutta, non solo quella europea,  deve tenere bene a mente e in prima evidenza?
Oggi, accanto a questa memoria,  assistiamo a due sommovimenti che segnano profondamente il nostro tempo e la nostra vita:
il primo: l’intelligenza umana viene sopravanzata dall’intelligenza artificiale. E’ un dato che si può dire e pensare anche in altro modo.
Secondo voi: IL GENERE UMANO HA GIA’ CONSEGNATO ASPETTI IMPORTANTI DELLA PROPRIA ESISTENZA ALLA ARTIFICIALITA’ DELL’INTELLIGENZA?
Ditemi: è un’idea sbagliata quella di ritenere che  l’umanità ha già avviato la consegna della propria umana natura ad un sistema di artificialità che potrebbe persino inficiare se non distruggere lo stesso genere umano?
–  il secondo momento, non meno importante del primo, caratterizza il tempo che stiamo vivendo. E’ avvenimento che dobbiamo saper ben connettere con il bombardamento dell’Abbazia di Montecassino: la guerra in corso contro la pandemia del coronavirus che tutta l’umanità combatte  a livello globale, ditemi non avviene tra il genere umano e un essere che umano non è? Tutta l’umanità, tutta, è chiamata a combattere contro  un virus non umano che si è dichiarato disponibile a decidere della vita e della morte degli esseri umani.
Ditemi: il COVID 19 o 20 o 21  non è  un virus che presume di distruggere l’umanità e che ha già ucciso una parte di essa? Ed è un virus subdolo: non conduce soltanto alla morte coloro che riesce a colpire in forma letale, ma insidia anche le psicologie, le menti, i cuori i sentimenti, provocando disponibilità personale, intima alla morte, all’autodistruzione.
Non servono gli armamenti per combatterlo, non servono più gli eserciti divenuti obsoleti, inutili: l’umanità in questo caso deve combatterlo con la propria intelligenza e soprattutto affidarsi all’intelligenza scientifica, sanitaria, medica persino artificiale e umana al fine di produrre un antivirus che la salvi.
Non solo: ma l’umanità, tutta insieme, deve avere la forza di lanciare un anatema contro chi o contro cosa produce un essere che sfugge alla natura umana, contro l’insorgenza di esseri prodotti dai disastri ambientali, climatici, terrestri. Con effetti globali.
Se è così allora ditemi: non vi sembra necessario che l’umanità si faccia avvertita,  invitando gli umani, soprattutto quelli di buona volontà presenti nei governi dei paesi di tutto il mondo, alla necessità di elaborare una COSTITUZIONE DELLA TERRA  con principi a cui tutti devono attenersi; ditemi, non c’è necessità di creare uno strumento in grado di rispondere alle grandi sfide delle emergenze globali umane,  climatiche, ambientali, ma anche animali, vegetali, terrestri e non solo.
Le costituzioni degli stati sono vecchie, concepite con mentalità localistiche, non in grado di affrontare le novità prodotte dall’intelligenza artificiale e dalla pandemia.
La Federazione Unitaria Italiana Scrittori ha portato qui alcune copie di un suo manifesto dal titolo PAESI D’EUROPA – ARTICOLO 1° DELLE COSTITUZIONI EUROPEE in cui gli articoli 1 delle costituzioni dei Paesi afferenti all’Unione Europea sono messi a confronto, per evidenziarne la vetustà e l’insufficienza. Per esempio nell’art. 1 dell’Austria è scritto che è una “Repubblica democratica. Il suo diritto promana dal popolo”.
Mary Poltroni legge gli articoli 1 dei paesi che compongono l’Unione Europea.

Ditemi, se non è da qui, se non è dall’Abbazia di Montecassino e in questo giorno di memoria che è possibile avanzare l’ipotesi di andare a richiedere di formulare gli articoli di una COSTITUZIONE DELLA TERRA, sapete indicarmi un altro luogo e un’altra data?
E soprattutto ditemi se possiamo attendere, se c’è ancora tempo per occuparsi di altro e trascurare questa impellenza.
NON SOLO: per fare un esempio, esiste una Foresta Amazzonica o, se volete più vicino a noi, in Europa, esiste una Foresta Nera, che l’umanità sta distruggendo;
ditemi: se nella COSTITUZIONE della TERRA non debba essere configurato anche la necessità di costituire un DEMANIO UNIVERSALE intoccabile da salvaguardare, fondato sul criterio della pubblica utilità umana e universale. Una necessità ben diversa dal criterio di sfruttamento fino ad oggi avanzato dall’uomo, da un genere umano che si è ritenuto padrone assoluto di tutto.
Concludendo: l’umanità non ha bisogno di eserciti, di flotte aeree o marine, che combattano altri eserciti, altre flotte aeree o marine, ha necessità di sviluppare intelligenze umane e artificiali per arricchirsi di scienza e di saperi propri di una disciplina del bisogno o meglio ancora di una filosofia del rimedio. Quest’ultima deve elaborare metodologie e principi idonei a correggere gli errori compiuti, costruire sistemi e relazioni onde apportare modifiche e recuperi per il clima, l’ambiente, le energie afferenti, il mondo vegetale, quello animale e soprattutto per rimediare a tutto ciò che ha offeso la terra e l’umanità.
Ditemi. se non è necessario che la filosofia dei prossimi anni, anziché filosofia del progresso, non debba essere una filosofia del rimedio e al contempo se non ha bisogno di una filosofia della scienza e della fede.

Ed è con allegria, con il consenso dell’Abate di Montecassino che, dal respiro delle terre di Montecassino e dai fiati delle tombe dei cimiteri che circondano l’Abbazia, gli “Scrittori per la pace e contro la guerra” devono far sorgere una comune volontà di avviare le riflessioni idonee per elaborare e  scrivere  una COSTITUZIONE GLOBALE  dell’umanità e della terra,  che abbia come humus naturale e patrimonio, la pace e fede.
Nessuna costituzione dei 193 paesi rappresentati all’ONU, né i 207 paesi a cui corrispondono le bandiere del manifesto elaborato dalla FUIS, dichiara, nel suo primo articolo quanto oggi è necessario e cioè che
“l’umanità è una e indivisibile per natalità, origine, genere, sesso, età, razza, religione, senza confini territoriali o concettuali”.
Non  debbono essere solo gli scrittori a dirlo e a farlo.
E se qualcuno, forse anche a ragione, dovesse ritenere che quanto finora proposto non è compito di scrittori, proprio gli scrittori, gli autori, gli artisti sanno che hanno anche un altro terreno su cui esercitarsi, quello di scrivere poemi universali, e romanzi a contenuto d’umanità globale.

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