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La comunità degli scrittori è universale.

La Federazione Unitaria Italiana Scrittori (F.U.I.S.) invita gli scrittori a farne parte per la costruzione di una “storia universale” di un “romanzo universale”.




È convincimento diffuso che il lavoro dello scrittore, pur radicato nella propria identità linguistica e artistica, ha come suo ineludibile riferimento l’uomo nella sua complessità intellettuale, sentimentale, sensoriale, sessuale. Allo scrittore spetta interpretare l’umanità che gli si presenta davanti (oggi più di ieri) nella sua unità universale. È nelle opere dell’ingegno letterario e artistico che si rinvengono, con angolazioni personali proprie di ogni autore, i valori a cui l’essere uomo ha dato origine, ai principi che ha alimentato, alle conquiste conseguite. Nel dar forma alla propria opera, lo scrittore/autore interpreta quei valori e li propone al lettore, secondo una sua peculiare visione creativa.


Oggi qualcosa è cambiato. Nessuno scrittore di questo tempo si può sottrarre alla condizione della nuova unità degli uomini rappresentata dalla umanità vivente in qualsiasi parte della terra si esprima. Né può sfuggire all’attuale congiuntura storica, in quanto dimensione universale, che mette in comunità gli esseri umani, pur nelle differenze economiche e sociali, pur nella pluralità delle culture e delle forme di vita. Lo scrittore di oggi vive tempi e spazi diversi da quelli fino a ieri conosciuti e vissuti, pur se ancora ristretto in localizzazioni culturali, non solo occidentali, dall’uso della lingua madre. Lo scrittore vivente è tuttora avvinto da spazi definiti come “patria” e quindi compreso in delimitazione di confini, nella determinazione di limiti territoriali in cui trova il proprio riconoscimento sia per dimensione culturale che linguistica.


Per realtà storica contrapposta, gli scrittori di oggi, tutti, ormai sono fuori da tali confinamenti. E per loro fortuna lo sono gli scrittori e gli artisti italiani da gran tempo. Dal sonetto al madrigale, dall’affresco alla scagliola, dall’opera lirica alla transavanguardia, dalla musica al teatro alla letteratura al cinema, la produzione delle opere dell’ingegno degli autori italiani si è diffusa e unita a quelle degli uomini di cultura di ogni altro paese. E tutti si sono rinvenuti partecipi, quali creatori di opere, dell’intero umano universo.

Oggi, e solo oggi è possibile alla Federazione Unitaria Italiana Scrittori, agli scrittori e agli artisti italiani rivolgere appello agli altri scrittori, agli artisti, di qualsiasi area culturale, nazione o continente siano, a progettare altre scritture, altre opere per un altro futuro. Ogni autore usi le parole giuste nella propria lingua madre o nella lingua che si preferisce, ma per la prima volta l’umanità potrà avere una visione universale dell’essere umano, se fondata sui diritti primari naturali. Il diritto alla vita (e alla morte), il diritto all’acqua, all’alimentazione, all’abitare, alla sanità, all’istruzione.

Sono questi d’oggi, altri tempi. Portata dal vento della multimedialità è sopraggiunta l’era della intercomunicazione globale, dell’interlocuzione tra esseri umani di ogni lingua, nazione e continente. Le nuove tecnologie hanno potenziato le possibilità umane di creare prodotti ed opere, e al contempo hanno disfatto confini, distrutto barriere (anche contro chi ancora vorrebbe elevarle), abbattuto gli steccati delle intenzioni politiche separatiste, che distinguono politicamente questo da quello, che dividono le esigenze umanitarie dai valori naturali che sono universali e ineludibili.


Non è accolta la teoria di Francis Fukuyama di “fine della storia” e neppure le prospettive di Hegel nel porre la questione della finalità e del punto terminale dello sviluppo umano. Né si tratta più, come riteneva Karl Marx, del sopravvenire di un processo finale di trasformazione della società verso un capitalismo borghese.


Nulla di tutto ciò: si sta configurando una storia globale dell’umanità, tutta; e un futuro con una nuova storia dell’umanità.


É la multimedialità, accentuando le possibilità della comunicazione, che ha reso visibile l’idea e la pratica di ogni essere umano che rapportandosi all’altro, si riconosce nella differenza e partecipa di una stessa comunità umana globale con valori universali. Gli scrittori, gli scrittori italiani sono parte di questa comunità senza confini terrestri né extraterrestri e sentono le responsabilità che ciò comporta. Da esse dovranno trarre elementi e soccorsi per le proprie scritture, per la produzione delle proprie opere. Consapevoli che grazie alla interconnessione telematica lo spazio e il tempo della comunicazione sono divenuti universali, possono orientare la loro attenzioni verso le forme della conoscenza che tale universalità può sviluppare.

La Federazione Unitaria Italiana Scrittori propone agli scrittori italiani e dovunque si trovino di partecipare alla costruzione di

  • un gruppo di ricerca orientato a rinvenire gli elementi primari e secondari per la costruzione di una storia universale, (si usi www.fuis.it, oggetto: “storia universale”)

  • un gruppo di ricerca orientato a ricercare le modalità e i parametri necessari per la produzione di un’opera dell’ingegno letterario che possa essere riconosciuto come romanzo universale (senza dimenticare, stanti le circostanze storiche, la possibilità di rinvenire gli elementi propri per un romanzo europeo) (si usi www.fuis.it, oggetto: “romanzo universale” o “romanzo europeo”), e rivolge invito agli scrittori di ogni lingua e cultura, di ogni paese e continente a fornire riflessioni, osservazioni, ragionamenti.

Coloro che faranno o vorranno far parte dell’uno o dell’altro gruppo di ricerca si riuniranno a Roma entro la fine del 2019.


Per la Presidenza della Federazione Unitaria Italiana Scrittori prof. Natale Antonio Rossi

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